Luca e Nadia - TheCio

Luca e Nadia

#1 di Fiaba Moderna

Luca la osservava da qualche minuto. Non era lo sguardo discreto e vagamente disinteressato che si riserva ad un’affascinante sconosciuta, la stava decisamente fissando. E lei, nel suo vestito dozzinale e con quelle scarpe da quattro soldi, aveva tutta l’aria di chi si trovi a disagio in qualunque angolo della Terra. Aveva i capelli legati in uno chignon castigatissimo, Luca poteva vedere le forcine e le ciocche di capelli indurite dalla lacca. Si era chiesto perché sfoggiasse un’acconciatura così severa ad una festa. Ad una festa di Matteo, poi, dove ogni invitato, entro le undici di sera, avrebbe carezzato almeno una volta il coma etilico. Non poteva ancora sapere che il coreografo l’aveva trattenuta in teatro mezz’ora in più, perciò non era riuscita a lavarsi, truccarsi e pettinarsi come aveva programmato ed era dovuta correre in stazione, aveva preso il treno per un pelo e si era dovuta cambiare nei cessi maleodoranti che Trenitalia mette gentilmente a disposizione dei suoi passeggeri. Sorseggiava coca e rhum, ma senza l’aria di chi se lo stia gustando.

Continuava a guardarsi intorno, nervosa, in cerca di visi conosciuti. Ma nessuno la conosceva. Vera era sparita in camera di Matteo mezzo secondo dopo essere arrivata e gli invitati, da veri biellesi, erano ancora troppo sobri per rivolgerle la parola. “Sei un primitivo” gli aveva detto quella sera Vanessa “non capisci che io e Giorgio dobbiamo vederci per un aperitivo di la-vo-ro?”. Pure lo spelling gli aveva fatto. Forse, nell’evoluta ed emancipata società del ventunesimo secolo, era perfettamente normale che, il venerdì sera, dopo un mese che non la vedevi, la tua ragazza decidesse di lasciarti da solo. Per degustare drink annacquati, con cibi troppo unti e troppo salati, in compagnia di un neodottorato bocconiano paloinculo con la bocca piena di spread, marketing e quality risk management. Che ne saprà poi quello di soldi, che finora ha campato grazie alla paghetta che papà gli versa ogni settimana sulla Mastercard? Forse Vanessa aveva ragione. Era un primitivo e, da buon cavernicolo, stava puntando la sua preda. La sconosciuta aveva rinunciato all’idea che qualcuno venisse in suo aiuto e aveva smesso di guardarsi intorno. Aveva addirittura attaccato a mangiarsi le unghie. Quale preda più facile di quella che rinuncia ai propri artigli? No, non poteva fare questo a Vanessa. Cinque anni e mezzo di fidanzamento vorranno pur significare qualcosa?

Erano le dieci di sera. A quest’ora avranno sicuramente finito. Chissà se quello stronzo l’ha portata a cena o è passato direttamente all’elenco dei locali in cui ha il tavolo? Se aveva optato per la seconda, il dottor Giorgio Cristoforetti, quella sera, aveva elevate probabilità di andare in buca. Avrà pure avuto degli atteggiamenti da Miss Sofisticata, ma Vanessa era una ragazza di provincia. L’idea di due metri quadrati di spazio, a suo uso e consumo, in qualche discoteca esclusiva, la faceva letteralmente bagnare. Già se la immaginava, con un vestito corto e trasparente, comprato apposta per l’occasione, a farsi riempire bicchieri su bicchieri di champagne da quel coglione. E sapeva benissimo, l’aveva sperimentato troppe volte, che razza di effetto avessero i solfiti sulla sua libido. La sconosciuta si era accorta di essere osservata. Non sembrava infastidita, solo molto, molto imbarazzata. Gli piaceva l’idea che il suo sguardo la intimidisse.

Vanessa non si era mai sentita in soggezione. Neanche la prima volta che l’avevano fatto. Avevano entrambi diciassette anni. A quell’età le ragazze si vergognano anche a farsi vedere in costume, no? Lei si era calata i jeans, nei bagni del liceo, durante la ricreazione, gli aveva appoggiato una mano sui pantaloni e, lasciando poco spazio alle interpretazioni, gli aveva detto: “Mettimelo”. La sua disinvoltura sessuale l’aveva sempre eccitato, ma, da qualche tempo, non era più la stessa cosa. Aveva bisogno di riprendere il controllo. La sconosciuta si era appena alzata per posare il bicchiere vuoto. Era magrissima e muscolosa. Non gli piacevano le magre. “Meglio due chili in più che due chili in meno” ripeteva sempre a Vanessa, quando diceva di voler dimagrire. Non che ne avesse bisogno, ma Vanessa era sempre alla ricerca di complimenti facili. Le tette della sconosciuta avrebbero a stento riempito una mano. Il suo culo, invece, ora che la vedeva di spalle, era meno secco di come se lo aspettasse. Si immaginò come sarebbe stato piegarla a novanta sul tavolo degli alcolici. Afferrarle quei fianchi inesistenti con forza, spingerglielo fino in fondo. Sentirla gemere, chissenefrega se le faceva un po’ male. Sentirsi rispondere di sì, se le avesse chiesto: “Sei mia?”. Vanessa non voleva farlo girata di spalle. La faceva sentire una puttana. Luca si era chiesto più volte che cosa ci fosse di male, nel sentirsi la puttana del proprio ragazzo. Simona lo diceva spesso a Matteo e, nonostante lui la tradisse di continuo, era l’unica con cui lui avrebbe voluto fare un figlio.

Luca non aveva mai tradito Vanessa e non l’avrebbe fatto nemmeno quella sera. Anche se quella sconosciuta pelle e ossa, per qualche strana ragione, lo attizzava. Anche se il solo pensiero di infilarle la lingua in bocca glielo faceva diventare duro. Cristo, era un mese che non scopava. Era tutta la settimana che aspettava il ritorno di Vanessa. Invece avrebbe finito col farsi una sega su qualche tettona di YouPorn. Era così impegnato a vagliare tutte le opzioni virtuali, che il sito californiano concede con tanta generosità e abbondanza ai suoi utenti, da non accorgersi che l’unica opzione reale, a cui si stava sforzando così intensamente di non pensare, gli stava ora davanti, in piedi, scarlatta in viso e gli poneva l’unica domanda alla quale non avrebbe mai voluto rispondere. “Perché continui a guardarmi?”

L’agnello che entra da solo nella tana del lupo. La gazzella che s’insinua tra le fauci di un leone addormentato. Era contro natura. Il primo incontro fra Luca e Nadia era del tutto privo di qualsiasi logica.

Giulia Trentin

Fiaba Moderna Continua:

#2 La mattina dopo

#3 Vera

#4 Vanessa

#5: Canapa

#6: Giochi Proibiti.

A cura di Ospite

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