Caffeine, part 1: “prospettive” - TheCio

Caffeine, part 1: “prospettive”

Siediti con me, amico mio, che questa volta il caffè te lo offro.

 

Sono sempre stato per il caffè di compagnia. Probabilmente in rarissimi casi mi vedrai prendere un

caffè da solo. Fondamentalmente perché non ne ho un bisogno fisiologico. Mi piace il gusto, sì, ma

di più il momento. Mi piace la parte in cui stacco il cervello per pensare ad altro, conversare,

provare un’altra prospettiva.

In questi mesi mi capita spesso di dover staccare, ma non sempre ho del caffè e una persona con

cui condividerlo.

Questa è una di quelle volte, ma fortunatamente l’uomo è dotato della fantasia, della capacità di far

finta.

E allora facciamo finta, per un attimo, di lasciarci alle spalle tutto ciò che stiamo facendo. Di lasciar

cadere ciò che abbiamo in mano, di fermarci, e staccarci da ciò che abbiamo intorno.

Come si dice, la visione distaccata è la più obiettiva.

Quella che normalmente è una preoccupazione che ci attanaglia per tutta una giornata, da fuori

forse è una sciocchezza.

 

Magari a te non capita: spesso quando mi alzo la mattina, io ripenso a ciò a cui pensavo la notte

prima, prima di addormentarmi.

La notte tutto si ingrandisce. Una piccola paura, una piccola gioia, un rimorso, diventano enormi

come l’oscurità che mi circonda. Diventano problemi insormontabili.

Quando mi sveglio, tutto ritorna al suo stato originale. Rimangono solo i particolari veramente

importanti.

Sembra quasi una favola, in cui la notte e il buio, che sono segni di paura e pericolo, vengono

spesso rappresentati con mostri e demoni.

 

E quando mi sveglio mi chiedo: ne valeva la pena?

Era davvero necessario farsi tutte ‘ste pipe mentali?

Le discussioni, le litigate, ce n’era bisogno?

 

Ed è anche qui che le persone come te diventano importanti. Tu hai speso del tempo per leggere

quelle che per te potrebbero anche essere cavolate. Ed è proprio perché magari hai una diversa

visione della situazione, che sei importante.

Sei tu che spesso mi fai cambiare idea, mi fai dire, di fronte a tutti, “ho sbagliato, hai ragione tu”.

Ormai non posso fare a meno di chiedere pareri, e mettermi in dubbio.

E’ una mia debolezza, potrebbe voler dire che non penso con la mia testa, ma sono contento di

averla, mi aiuta a prendere le giuste decisioni, anche le più piccole; mi aiuta a portare avanti il mio

percorso al meglio.

 

E allora mi fermo, mi faccio una doccia, gioco, guardo un film, ascolto Oxenfree.

Una ventata di aria fresca.

Un caffè con un amico.

 

Cosa ne pensi?

 

Ecco che tutta la tensione vola via, ed ecco l’altra prospettiva.

 

Al prossimo caffè!

Mauri Greggio

A cura di Ospite

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.