MOBIKE, il nuovo bike sharing a flusso libero di Milano - TheCio

MOBIKE, il nuovo bike sharing a flusso libero di Milano

E’ da poco sbarcato a Milano il nuovo bike sharing senza stazioni, MOBIKE, e ieri l’ho finalmente provato per voi, e vi dirò com’è andata…

Da qualche giorno, insieme alle ormai tipiche biciclette gialle e rosse di BikeMi, per strada ho inizato a intravedere qualche altra bicicletta dal design futuristico, e chiedendomi cosa fossero ho scoperto il nuovo MOBIKE, il colosso mondiale del bike sharing.

La voce era nell’aria da un pò, da quando in effetti il comune di Milano aveva aperto il bando per una nuova azienda di Bike sharing, che entrasse ad aiutare/competere con BikeMi, che come avrete letto in molti articoli è stata si apprezzata sia criticata. Così è arrivato MOBIKE.

Non essendo un usuale utlizzatore delle biciclette sharing, ma comunque un discreto ciclista, ho voluto comunque provare l’ebrezza della nuova condivisione, ed ecco com’è andata.

Ok, partiamo dal giudizio generale: il sistema è ottimo, semplice ed economico. I pro sono parecchi, e le migliorie rispetto a BikeMi evidenti, pochi i contro e qualche dubbio. Ho percorso 4km, da Via Murat appena uscito dalla piscina a casa in Paolo Sarpi, 25 minuti di percorrenza, 196kcal bruciate e 400g di CO2 risparmiati. Punti chiave?

  • Praticità: il punto forte è proprio l’assenza di stazioni fisse, ma la possibilità di lasciarle e prenderle ovunque tu voglia. E’ consigliato lasciarle in parcheggi per biciclette, posti in cui non ostacolano viabilità pedonale o stradale, ma comunque l’idea è veramente una svolta rispetto a BikeMi, che costringeva a dover trovare sempre una stazione vicina. Ho preso la bici a 50m dalla piscina in Via Biraghi e ho raggiunto tranuqillamente Paolo Sarpi, dove l’ho lasciata, di fianco casa in un parcheggio per bici.
  • Semplicità: niente abbonamenti, basta la app (molto intuitiva e basilare), un deposito di 1€ e si può subito partire. Si inizia cercando sulla mappa le bici più vicine (ce ne sono veramente tante), e raggiunta, attraverso la scansione del Qcode si sblocca in qualche secondo. C’è anche la possibilità di prenotarle per 15 minuti, non male!
  • Economicità: il costo è veramente basso, 0,30cent ogni 30 minuti. Se si pensa che i tragitti in bici raramente superano questa soglia, è veramente conveniente, inoltre va a scaglioni da 0,30.
  • Design “robusto”: un pregio è un difetto insieme. Le biciclette sono dei cancelli, nel vero senso della parola, pesanti, un blocco di acciaio, che però come pregio hanno la difficoltà a essere rovinate, sono dotate anche di luci che si accendono automaticamente, campanello, freni a disco e tubles pieni, senza camera d’aria, così da evitare forature o crepe. Tutto questo contribuisce si alla sicurezza, ma rende la pedalata difficile, scomposta, dovuta anche ad un rapporto troppo duro, non adatto ad una città. Insomma, bisogna essere abbastanza allenati per usarla.

All’inizio ho fatto veramente fatica ad abituarmi, ma dopo qualche minuto o iniziato a prendere confidenza con questa bici poco reattiva, e ho pensato che comunque rispetto ad una bici alta come BikeMi può essere una soluzione per chi come ragazzini o anziani fa fatica a salire in sella.

Il cestello da 5kg è comunque una figata!

Devo dirlo, sono rimasto abbastanza soddisfatto, l’idea è buona e mi piace, ho fatto 4km in 25 minuti, faticando ma sentendomi veramente moderno. La utilizzerò ancora sicuramente, poi la mappa tiene traccia del percorso e ti dice le kcal consumate, la CO2 risparmiata e il percorso è molto carina e, perlomeno a me, ha spronato al riutilizzo (l’ho presa anche stamattina per andare al lavoro.)

Si può fare sempre meglio, magari appunto modificando la struttura rendendola più “bicicletta” e meno “carro armato”, così da risucire a superare i 10km/h, che non sarebbe male, ma allo stesso tempo mantenendone la robustezza.

Milano città bike friendly? Perchè no, ci stanno provando e apparte la quasi totale assenza di ciclabili, le idee ci sono.

Nicola

 

A cura di Ospite

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