Oltre le Colonne d’Ercole. - TheCio

Oltre le Colonne d’Ercole.

Ci son due tipi di eventi. I primi sono quelli che facciamo accadere. I secondi sono quelli che ci accadono.

Certo, certi eventi che ci accadono possono essere definiti come conseguenze di altri eventi che abbiamo fatto accedere. In ogni caso, i secondi sono sempre i più disarmanti. Se grandina sulla macchina, speri che l’assicurazione copra il danno.
Una diagnosi. Un mancato rinnovo di un contratto. Un altro automobilista che si prende una precedenza non sua. E via di seguito.
Il delta, però, credo sia nel che cosa si fa con questo tipo di eventi. Come si reagisce. Se si approfitta dell’occasione, dell’opportunità per riuscire a modificare qualcosa di sé che non piace.

Tutte frasi buone da libri motivazionali cheap, di quelli che mi compro per provare a dare un senso a tanti miei interrogativi.
Però, un fondo di verità, c’è.

Mi piace programmare. Organizzare. Dare un ordine e delle priorità.

Il Covid e una serie di sfortunati eventi (cit) sono stati delle ottime scuse per buttare sotto il tappeto una serie di dubbi, criticità e dinamiche che avevo paura di affrontare.

Ora mi trovo, all’alba dei trent’anni, ad avere la fortuna di poter riscrivere tutto da capo.


Le mie priorità. I miei obbiettivi. Cosa voglio fare quest’anno. Cosa voglio fare nei prossimi cinque anni. Cosa voglio fare nei prossimi dieci.

Non è facile. Una parte di me è tentata di tornare a provare a ricominciare a navigare in mari conosciuti, a non approfittare dell’opportunità, ma di ricercare in qualche modo di andare a ritrovare ristoro in idee, concetti, priorità, punti, ambizioni che ora sento che mi appartengono sempre meno.

Ora, però, in questi due mesi, dicendo qualche sì e qualche no in ordine sparso, mi sono ritrovato ad avere attraversato nuovamente le mie colonne d’Ercole personali. Come quando abbandonai la consulenza per ritrovarmi di nuovo a fare lo stagista (con il sostegno della mia famiglia).

Le ho attraversate, di nuovo. La direzione è una sola, avanti. Mancano delle coordinate, l’acqua è sconosciuta e la paura è tanta. D’altra parte, la paura della quotidianità, di una serie di dimensioni che mi sono sempre state aliene, è un qualcosa che non provavo da tempo. Forse è solo una questione di abituarmi nuovamente a una serie di situazioni e dinamiche che mi suonano nuove, ma magari conosco da tempo.

Seneca diceva che non esista un vento favorevole per il marinaio che non sa in che porto attraccare. Io mi permetto di correggere il filosofo: certe volte non si sa la direzione che si vuole prendere, ma senza fare in modo che il vento diventi favorevole, non si va da nessuna parte.

Decio

A cura di decio

Ho studiato economia, alla ricerca della strada della mia vita. Nel frattempo scrivo, leggo, ascolto musica e gioco ai videogiochi.

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