Prima metà. - TheCio

Prima metà.

Va a concludersi la prima metà di quest’anno. Avevo scritto tutti i miei obbiettivi, cosa volevo fare, dove volevo essere. I viaggi che avrei voluto fare, i libri che avrei voluto leggere. I kg che avrei voluto perdere.
E tante altre piccole attività che mi sarebbe piaciuto portare a compimento. In tutte queste, qualche ambizione personale. Qualche sassolino da togliermi dalle scarpe.

Sei mesi son passati. Mi sembra ieri che festeggiavamo il nuovo anno. Dove lo abbiamo festeggiato? Come eravamo messi? Cosa è cambiato?

Son tornato a Biella da due anni e nulla è stato come me lo sarei aspettato. Una volta ne sarei stato frustrato. Irritato.

Ora invece sono e basta. Sarà la quantità di video di Kurzgesagt che ho guardato. Sarà che non riesco a non pensare alle decine di migliaia di morti. E ogni giorno mi guardo allo specchio e mi dico “può andare molto peggio di così”.
Le ferie. Il lavoro. Le coperture. Il partito. Il lavoro. I miei sogni. Le mie miniature. Mi manca fare festa. Ma torneremo a fare festa?

Non lo so.

Sono qui, che guardo fuori dalla mia finestra e vedo le luci delle case degli altri e mi chiedo “Ma voi, cosa state facendo? Cosa state pensando? Siete preoccupati?”

Non ci siamo visti per due mesi. Tranne qualche fugace scambio di buste della spesa. Ci siamo rivisti e siamo tornati a mancarci anche se non ci vediamo solo un giorno. Ed è una cosa bella. Anzi, è qualcosa di vero.

Quindi sì, è sera, sto scrivendo e tra poco mi metterò a letto, e guarderò qualche puntata di The Office. Sorridendo. Magari pensando a cosa mi tiene sveglio, facendo qualche lacrima, ma sorridendo.

Perché avrò la fortuna domani mattina di alzarmi ancora. Di poter fare qualcosa del mio tempo e della mia vita.

Sognavo un cambio radicale, un nuovo mondo, fatto delle stesse persone di prima, ma più consapevoli delle proprie fortune, più consci dei propri limiti e più volenterosi di cercare di migliorare la vita di coloro che hanno a fianco.

Sbagliavo.

Il mio professore di macroeconomia in Bocconi ad una mia obiezione, non ricordo neanche di che tema, rispose dicendo “Yes Nobili, good idea, but I fear that is some wishful thinking”. Non saprei come rendere bene la traduzione ma dovrebbe suonare un po’ così: “Sì Nobili, è una buona idea, ma molto difficilmente ci saranno mai le condizioni affinché essa si realizzi”.

Ed è stato così.

Però non per me.

Sono cambiato, anche questa volta. Ho perso, forzatamente, alcune abitudini. E non ho intenzione di riprenderle, di “tornare alla normalità”.

Secondo me “alla normalità” non ci torneremo mai.
Dovremo essere bravi a costruirne una nuova, migliore. Non so se vogliamo che accada.
Ma so che per quello che mi compete, cercherò di fare in modo che sia così.

Come in questi sei mesi.

Non avrò aperto una startup, non avrò vinto una elezione o scritto il mio capolavoro nel cassetto. Ho fatto quello che dovevo come potevo.

Scusate se è poco.

Decio

A cura di decio

Ho studiato economia, alla ricerca della strada della mia vita. Nel frattempo scrivo, leggo, ascolto musica e gioco ai videogiochi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.