Il significato del mio tatuaggio - TheCio

Il significato del mio tatuaggio

“Sei proprio un imbranato”

Oggi ero in macchina con mia sorella. Ogni tanto condividiamo questi viaggi in cui ci raccontiamo a vicenda quello delle nostre vite che dalla distanza non riusciamo a passarci. Usualmente il suo commento è quello qui sopra.

In questo strano pomeriggio di maggio, che sembra più settembre, la mente vaga e cerco di capire quale sia il momento in cui la mia imbranataggine si manifesta nella sua interezza. Ho una bella scelta, ma di sicuro quando devo spiegare a qualcuno cosa significa il mio tatuaggio dono un bello spettacolo.

Mi sono visto avere tre reazioni:

  • Non lo spiego, dicendo che è una cosa personale (penso successa due volte)
  • Mi trovo davanti a più persone, e se c’è qualche ragazza carina vado completamente nel pallone e biascico quattro cagate (penso successo un numero troppo alto di volte per cui il mio cervello ha cancellato il dato)
  • Lo spiego come vorrei spiegarlo (successo due volte).

Quindi. D’ora in poi. Quando sarò nel pallone, aprirò il mio blog e leggerò da qui. Perchè sicuramente così non è da imbranati e socialmente strani. No, certo.

Tatuaggio

In primis, perchè un tatuaggio?

Fin da adolescente ho sempre voluto farmene uno. In questo mondo post-moderno dove ogni cosa ha un po’ perso di significato, anche l’atto di incidersi la pelle è diventato ormai ordinaria amministrazione. Quante immagini vediamo di persone che gli importa così tanto di dare significato a quello che fanno che si tatuano il menù del giapponese? Bene.

Io quando faccio qualcosa, anzi anche la più piccola cosa, non la faccio a caso. Le voglio dare un significato. Farsi un tatuaggio per me vuole dire in primis ricordare a me stesso e di conseguenza a chi mi vedrà che potrò cambiare nella mia vita quanto voglio, ma ho una storia.

Questo tatuaggio ne racconta una parte.

Le mie tre iniziali in greco: chi sono io. Ogni tanto mi capita, ahimè, di scordare chi sono. Le mie radici. Da dove vengo. Dove sono arrivato. Come l’ho fatto (con le mie gambe). Ho avuto una formazione classica, sono appassionato della storia della Roma e della Grecia antica. Quando non so dove trovare le risposte le chiedo a Eschilo e Seneca. Oltretutto, la Lambda è anche la lettera che gli spartani avevano sugli scudi (si chiamavano fra loro Lacedemoni). Luca Decio Nobili, Lambda Delta Ni. Potrà sembrare una cosa scontata, ovvia, ma nella vita spesso mi trovo ad avere dubbi. E ogni tanto non riesco a reagire, ad agire e mi sembra di aver ricominciato da capo per l’ennesima volta. Con annesso e connesso sconforto nel non avere la più pallida idea di che fare.

Certo, il tatuaggio non ha cambiato una beneamata in tutto questo, ma è semplicemente una parte del percorso che ho deciso di intraprendere. Uno step. Non è che se ti scrivi in testa furbone improvvisamente lo diventi.

La seconda è una tamarrissima maschera di Iron Man. Ma proprio zarra zarra. Visto così, sembro un cretino qualunque che ha visto i film della marvel e s’è gasato (vero), che legge fumetti (vero) e che vuole fare il duro faccio brutto spacco tutto (vero). Oltre a questo però per me ha un altro significato.

Iron Man, o meglio Tony Stark, ha una storia editoriale piuttosto particolare. È sempre stato un personaggio caratterizzato da un forte dualismo: un essere uno sbruffone playboy che però la notte non dorme, vuoi per le trame dei suoi nemici, i sensi di colpa di sentirsi, alla fine, inutile nei grandi giochi o il suo problema con l’alcool. Lui indossa una maschera, una armatura, che si è creato negli anni per combattere quello che da fuori veniva a turbargli la vita. Fino a rendersi conto che la vera ragione dei suoi problemi non era da trovarsi fuori, ma dentro di sè.

Insomma, mi ci ritrovo. Il punto è che si può e anzi, ogni tanto si deve indossare una corazza, una protezione. Che mica possiamo esporci col primo che passa signora mia, sennò sa mai cosa succede. Negli ultimi anni però ho fatto l’errore di diventare la mia armatura. Miravo ad essere quello che gli altri pensavano che fossi, cercando sempre consiglio e cambiando idea in base a quello che mi aveva convinto meglio. Stando male perchè incapace di fare quello che gli altri mi chiedevano.

Insomma, ero diventato un cicciotto insicuro e ansioso, che chiedeva sempre agli altri se andava bene, se era abbastanza, se, se, se e via dicendo. Che cercava una prova delle sue azioni all’infuori di sè, non dentro di sè.

Quella maschera è lì per ricordarmi che sì, ogni tanto potrò sembrare tanto sicuro di me e invincibile, ma sotto rimango pur sempre una persona. Che cambia idea. Con i suoi sogni, le sue speranze, la sua voglia di felicità e la sua paura di esserlo. Che sono carne, non ferro. E che sopratutto se gli altri vedono un Iron Man, a me poco devo importare, perchè mi ricordo di essere una persona, e che vado benissimo così.

In conclusione, un altro gran figo oltre a me con un tatuaggio sulla spalla sinistra. Per chi non lo conosce è Justin Trudeau, primo ministro del Canada.

Decio

justin-trudeau-shoulder-tattoo

A cura di decio

Ho studiato economia, alla ricerca della strada della mia vita. Nel frattempo scrivo, leggo, ascolto musica e gioco ai videogiochi.

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